Progetto SOLIDARIET@

Sintesi progettuale

Nome progetto: SOLIDARIET@

L’avis è una delle maggiori associazioni di donatori volontari di sangue. Da sempre l’associazione è dunque impegnata nella promozione del dono, nella tutela dei donatori, del buon uso del sangue raccolto e, ovviamente, nella promozione della cultura della solidarietà. La donazione del sangue è un atto di solidarietà concreto, anonimo, gratuito e consapevole; non ci può essere donazione senza una scelta di fondo, pur diversificata da donatore a donatore, di attenzione solidale verso gli altri.

Il bisogno di sangue è in continua crescita poiché I progressi della medicina, molti e positivi, generano una crescente richiesta di fattori ematici. Oggi il sangue non serve solo per rispondere alle urgenze, per eseguire complessi interventi chirurgici ma anche per la creazione di nuovi specifici farmaci e per poter eseguire i trapianti. Senza un0adeguata dotazione di sangue non è possibile eseguire trapianti o sostenere specifici percorsi terapeutici. Da qui continuo bisogno di nuovi donatori consapevoli, cioè in grado – attraverso il rispetto di uno stile di vita “sicuro” - di garantire un adeguato livello di sicurezza. Nuovi donatori non può che voler dire impegno delle giovani generazioni. Per questo motivo l’associazione ha costantemente rivolto la propria attenzione al mondo dei giovani e dei giovanissimi valorizzando e promovendo – soprattutto nelle scuole - la donazione ed in particolare la donazione del sangue come atto di concreta solidarietà.

La risposta dei giovani, l’attenzione ai temi trattati, da almeno due anni segna elementi di crescenti criticità che trovano riscontro in situazioni a macchia di leopardo. Scuole o classi che prestano autentico interesse con altre dove si va facendo difficile anche solo costruire un efficace ponte comunicativo. E’ un segnale che trova riscontro nelle difficoltà per il mondo del volontariato a rinnovare i propri quadri, nella partecipazione giovanile alla vita politica e nella espressione della cittadinanza attiva. Questi ed altri segnali ci inducono a ritenere che dobbiamo prendere atto che ci troviamo di fronte ad una vera e propria “questione giovanile” troppo spesso mal rappresentata dalla cronaca e dall’informazione, ma comunque sottovalutata nella sua portata almeno relativamente ai temi della inclusione sociale.

Altre iniziative ed altre esperienze confermano questo dato. Nell’ambito del progetto integrato d’area (PIA) della Versilia fu svolta nel 1998 una prima indagine sul tema del bullismo nelle scuole primarie e secondarie dalla quale, già allora, si rilevava una presenza più che ragguardevole di fenomeni di bullismo. Il dato è confermato dai risultati delle attività dei laboratori del P.I.A (multimediale, centro d’ascolto e musicale). Nel contempo i dati del SERT (servizio per le tossico dipendenze dell’USL12), dopo una fase di sostanziale stabilità, evidenziano, anche in Versilia, una ripresa nel consumo di droghe pesanti nel mondo giovanile. Stessa tendenza si registra nel numero dei reati compiuti da giovani e nella segnalazioni di situazioni di disagio conclamato. Le politiche giovanili locali del territorio risultano deboli e alcuni servizi per giovani, a fronte dei segnali di difficoltà finanziaria dei comuni, sono stati tra i primi ad essere smantellati.

A fronte di una carenza istituzionale ormai conclamata e soprattutto lontana dai livelli di integrazione che la questione giovanile richiede sentiamo la responsabilità ed il bisogno di contribuire a richiamare l’attenzione degli EE.LL. e del mondo associativo (comunque più presente) su questi temi. Sentiamo il bisogno, come associazione, di intervenire in questa situazione, limitatamente alle nostre possibilità, estendendo il nostro impegno per la valorizzazione e la ri-scoperta di stili di vita solidali attraverso l’educazione e la promozione della salute, la valorizzazione e la riscoperta di dimensioni di vita civili e più naturali (con il rifiuto di essere vittima di un mercato che ci trasforma da persone a consumatori). Ci rendiamo conto che tale obiettivo richiede una comunicazione fra mondo giovanile e mondo associativo “adulto”, che per instaurarsi ha bisogno di un terreno, di “canali” comuni.

La comunicazione associativa con i giovani è totalmente basata sulla promozione del dono. Sentiamo il bisogno di affiancare a questa altri contenuti tesi a valorizzare, riscoprire la cultura di quella solidarietà senza la quale non ci può essere il “dono”.
Vogliamo provare a farlo attraverso il WEB, strumento sempre più utilizzato dai giovani per comunicare, condividere emozioni, sensazioni, culture e battaglie ideali. Non creando nuovi siti – insostenibili sul piano economico e su quello della progettazione comunicativa – ma utilizzando tutto quanto è già disponibile, nella stragrande maggioranza dei casi gratuitamente o a bassissimo costo, sulla rete. Cioè gli stessi diversificati strumenti che usano i ragazzi e le ragazze che s’incontrano nel WEB. (Blog, forum, social networks, ecc). Dunque più “Animazione” e strategia di comunicazione che non tecnologia. Si tratta di un’iniziativa che de localizza l’azione associativa ma nel contempo impone un confronto su un terreno che nei prossimi anni sarà essenziale conoscere bene. Un gruppo di lavoro che scandaglia la rete, la studia, organizza la propria presenza, si propone attraverso l’ animazione. Crea incontri virtuali, propone temi, apprende e valuta e che, sempre attraverso la rete, rende, magari anche in forma originali e/o creative, quanto apprende. Un gruppo che deve anche riuscire a localizzare questa iniziativa trovando collegamenti reali nel territorio; siano essi gruppi informali di giovani, scuole o istituzioni.